L’opera di Guido Canella risale al 1966. Il centro culturale Giuseppe Verdi è un edificio complesso, “planimetricamente e morfologicamente, con piani e volumi a incastro che ruotano attorno al nucleo centrale distributivo”. Una volumetria avvolgente che accompagna lo sguardo verso l’esplorazione dello spazio, un sali-scendi di scale, rampe e passerelle che articolano il volume che accoglie multiple funzioni: biblioteca, laboratori e l’auditorium, uno spazio maestoso, accogliente e protettivo, illuminato dalla grande finestra tonda che proietta all’esterno. Un luogo pubblico che ha nutrito nel tempo la valenza civica di questo spazio; un punto fermo nella comunità di Segrate. La città oggi è molto diversa da quella con cui si è confrontato Guido Canella negli anni ‘60. Allora, oltre al nucleo storico di Segrate, il territorio era costellato di tante piccole borgate rurali e grandi cascinali. Un mondo agricolo che nel giro di pochi decenni è stato spazzato via. L’infrastruttura aeroportuale, la costruzione del grande terminal ferroviario e dei vasti impianti logistici hanno attratto grandi aziende e multinazionali che hanno scelto questo territorio come quartier generale e luogo di residenza dei propri addetti. Di pari passo alla nascita dei distretti industriali, la creazione di nuove lottizzazioni a carattere residenziale. “Per costruire Milano Due, hanno acquistato tre grandi cascine coi terreni annessi” ci racconta un passante loquace. Nascono tante aree satellite, tante realtà mono-funzionali e autonome, incapaci di dialogare le une con le altre. Tra queste si inseriscono i corridoi della distribuzione, gli accessi alle zone industriali e ai nuovi cantieri dell’infrastruttura trasportistica che continua ad accrescere la connettività del mondo imprenditoriale di Segrate con l’esterno e intanto crea isole inaccessibili in un arcipelago urbano. Tra cluster industriali più o meno recenti, gli spazi al di sotto della grande rete viaria si riscoprono luoghi della collettività plurale e metropolitana.

Fotografie di Urban Reports

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