L’architettura

Indirizzo: Via XXV Aprile, 41 – Segrate (MI)
Cronologia: progettazione ed esecuzione 1963 – 1966
Committenza: Comune di Segrate
Autori: Guido Canella; Michele Achilli; Daniele Brigidini; Laura Lazzari

L’ex centro civico di Segrate ha costituito una sorta di laboratorio dei successivi interventi degli architetti nell’hinterland milanese. La complessità dell’apparato distributivo – elemento distintivo dell’architettura canelliana – non prevede percorrenze lineari bensì passerelle, corpi scala e spazi di connessione dalle forme plastiche e sinuose che possono essere intesi come una particolare declinazione della promenade architecturale lecorbuseriana. I pannelli prefabbricati e il vetro, ormai materiali ortodossi dell’architettura moderna, sono qui trattati in maniera più libera. «Gli strumenti espressivi sono quelli di una spregiudicata contaminazione storicistica e una incalzante manipolazione formale» (Bordogna, 2001). L’utilizzo dei frammenti di edifici “esemplari” può far accomunare Canella al coevo architetto britannico James Stirling, nell’operato del quale è però assente la componente politico-ideologica presente nell’architetto milanese. A Segrate, in particolare, le citazioni sono liberamente tratte dai palazzi della ragione posti su basamenti gradonati, dalle colonne giganti dell’ospedale di Gallarate di Camillo Boito e dai progetti futuristi di Antonio Sant’Elia. L’effetto prodotto dalla combinazione dell’eclettismo canelliano e delle metafisiche atmosfere evocate dalla vicina fontana di Aldo Rossi, fa di questa piazza un imprescindibile “testo” di riferimento della cultura architettonica italiana degli anni Sessanta. L’edificio risulta pesantemente alterato dai recenti interventi di ristrutturazione ed è oggi utilizzato come polo culturale.

Fotografie di Lorenzo Piovella