L’architettura

Indirizzo: Via XXV Aprile, 41 – Segrate (MI)
Cronologia: progettazione ed esecuzione 1963 – 1966
Committenza: Comune di Segrate
Autori: Guido Canella; Michele Achilli; Daniele Brigidini; Laura Lazzari

Il municipio di Segrate (1963-1966) (ora centro culturale) rappresenta una delle icone di quella serie di realizzazioni concepite in un momento in cui il coinvolgimento nella trasformazione del territorio e l’intervento nella riqualificazione delle aree ‘periferiche’ metropolitane rappresentava una dichiarazione ideologica e politica. Un intervento dalla monumentalità intrinseca, espressa dal posizionamento sopraelevato del municipio rispetto al piano della piazza realizzata, come la fontana, in concomitanza dall’amico Aldo Rossi, nonché dal ruolo della scalinata che li connette, quasi un sagrato che con la sua narrazione collega esterno ed interno in un unico ‘luogo’ pubblico. A questi aspetti si associa, naturalmente, anche la consistenza materica del cemento a vista dei volumi quasi ‘Kahniana’. Questi nella loro articolazione tra forme geometriche semplici e complesse compongono l’insieme tra pilastri a vista ed elementi prefabbricati in contrapposizione con le grandi pareti vetrate disegnate. Un intervento che, nella contaminazione linguistica ricercata di Canella in cui si ritrova una matrice eclettica coniugata ad un certo brutalismo in stretto dialogo con la ‘classicità’ della piazza di Rossi, racconta l’architettura italiana più colta di quel ventennio, tra anni sessanta e ottanta. Fin dagli esordi è stato concepito come un centro civico dalla duplice funzione, rappresentativa e amministrativa presentando un impianto architettonico basato sulla compenetrazione di più volumi (cilindro, trapezio, ventaglio e un rettangolo), ognuno con una propria funzione, che ruotano attorno ad un nucleo centrale distributivo. L’attuale configurazione è il risultato di alcuni interventi di ristrutturazione seguiti alla sua rifunzionalizzazione.

[Maria Vittoria Capitanucci]

Fotografie di Lorenzo Piovella